IL GENDARME

Settembre 2013

Scultura (legno, pietra, ferro)

cm 119 x 45 x 40

 

Mostar, segnata storicamente dalle sue cicatrici, tra le due guerre più sanguinose che l’umanità si ricorda, in un quartiere mussulmano, sotto il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, un poeta serbo-ortodosso, moribondo di tubercolosi, tossisce e sputa sangue nella sua casa in centro storico. Un plotone di gendarmi si ferma sotto la sua finestra. L’ufficiale sguaina la spada, l’alza verso il cielo, e pronuncia un ordine mai esistito da nessun esercito, da nessuna parte del mondo: “SALUTO AL POETA!
E mentre l’eccheggio degli scarponi militari sul selciato si allontanava, il viso del vecchio poeta (55 anni) prende la forma di un preludio di un sorriso. Triste e consapevole di non aver mai assaggiato il frutto del suo più grande amore, amore della vita sua, proibito. Ankica! Le sue labbra si muovono per l’ultima volta recitando la strofa più bella, più profonda della sua esistenza: Il vecchio poeta è morto.

E’ morta Emina
E’ rimasto desolato il giardino del gelsomino.

In onore di uno dei più grandi poeti dei Balcani di tutti i tempi.

Aleksa Šantić 1868-1924.